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Museo della Cultura contadina - Sala III (I mestieri)

Sala III - I mestieri
(Chiostro di San Francesco - Primo piano)

Era piccola la bottega. Basso il tetto dell'amore, ricucito giorno per giorno.

Un semplice calzolaio può far ricordare vecchie storie, forse favole, forse leggende. Come quella di Mariano che, alla soglia dei cinquanta, aveva sposato una giovinetta. E poi se n'era andato. Ramingo, lontano da casa, addirittura fuori regione. Perché lei sbraitava e gridava ogni giorno. Gli rendeva la vita impossibile. Tutti parlavano di loro. Lui, che era sempre vissuto in silenzio e in pace, non poteva sopportare. Se ne andò. A fare le scarpe per i contadini. Ad aggiustarle anche. Andava in una casa. Gli offrivano vitto e alloggio, magari pure qualche piccola scorta di cibo o un po' di denaro. Lavorava per loro una settimana o due. Gli facevano domande:
“Di dove sei? Non torni a casa?”
E lui rispondeva:
“Vengo da un posto molto bello, dove c'è sempre il sole. Tornerò, tornerò… se lei mi vorrà ancora.”
“Lei chi?”
Silenzio.

Tre lunghi anni passò lontano dalla propria bottega. Dalla cucitrice. Dal banco di finissaggio. Invece, le forme in legno, la pelle e il cuoio, la raspa, i chiodi e lo spago, queste cose le aveva portate con sé. Tre anni pensando a lei, che amava, immaginando cosa stesse facendo, come stesse vivendo. Poi, un giorno, quando la nostalgia era troppo forte e il freddo troppo pungente, soprattutto la notte, nei pagliericci improvvisati, decise di tornare. Alcuni giorni di cammino, con la speranza nel cuore. Arrivò nel paese vicino. Pranzò in un'osteria; un piatto di fave e cipolle. Bevve del vino rosso. Poi s'incamminò di nuovo verso casa. Sulla strada bussò alla porta di un amico.
“Mariano! Quanto tempo!”
“Luigi! Come va?”
“Io bene, e tu? Raccontami.”

Gli raccontò un po' le sue peripezie di tre anni. E poi: “Dimmi di Adriana. Sai qualcosa?”

“La tua Adriana... vive nella vostra casa. Fa il tuo lavoro, che aveva imparato. Ti è sempre stata fedele. Ti ha sempre aspettato, come se dovessi tornare da un momento all'altro. Ha detto sempre a tutti che tu sei suo marito, l'unico, e che non ha bisogno di altri. Corri da lei, Mariano!”

E Mariano corse, da lei. La ritrovò in casa, a rigovernare. Lei lo vide e lo abbracciò, felice. Ma un attimo dopo ricominciò a gridare, contro di lui, come faceva tre anni prima: che era stato via tutto quel tempo, che non era un buon marito, che era egoista…

Ma lui ormai aveva capito. E sorrise. Aveva capito. Sorrise, felice.

Lucilio Santoni


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