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Sala Crivelli - Sala Crivelli

Sala Crivelli
(Chiostro di San Francesco - Primo piano)

Con l’apertura del Polo museale di San Francesco, il trittico di Montefiore, frutto dell’arbitrario assemblaggio dei pannelli residui di un originario polittico, torna nel complesso conventuale in cui si trovava nel Quattrocento. Eseguito per la Chiesa dei Minori Conventuali, il monumentale polittico di Carlo Crivelli venne smembrato intorno alla metà dell’Ottocento, quando i frati misero in vendita alcuni pannelli con il pretesto di restaurare il monastero. Il ruolo della committenza nell’esecuzione dell’opera è confermato dalle scelte iconografiche adottate, data la presenza di tre tavole dedicate a frati francescani, alle quali va aggiunto il San Francesco oggi a Bruxelles.

Del polittico originario si conservano a Montefiore solo sei pannelli, disposti su due ordini, mentre completamente disperse sono la predella e la cornice intagliata e dorata che, come in altri casi, avrebbe dovuto unire le tavole in un’architettura lignea goticheggiante. Nel registro principale è raffigurato San Pietro Apostolo, con in mano le chiavi ed il libro, fiancheggiato da due sante, entrambe, secondo la Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, di origini aristocratiche: a sinistra Santa Caterina d’Alessandria, nelle vesti di una giovane nobile con la corona, la palma e la ruota del martirio, e a destra Santa Maria Maddalena, inquadrata di profilo, con in mano l’unguentario e lo sguardo leggermente ammaliante rivolto verso lo spettatore. Nel registro superiore, a mezzo busto, un giovane santo francescano, identificabile forse con il Beato Giovanni Duns Scoto, a cui rinvia il copricapo dottorale, Santa Chiara con il saio nero e marrone dell’Ordine delle clarisse, il giglio ed il libro e il giovane San Ludovico da Tolosa in abiti vescovili, con mitra, pastorale e mantello adorno di gigli di Francia.

Completavano il polittico un pannello centrale con la Madonna con il bambino, recante la firma dell’artista, e un pannello laterale con San Francesco, entrambi conservati al Musée des Beaux-Arts di Bruxelles; nella cimasa era collocato il Cristo morto sorretto dagli angeli oggi alla National Gallery di Londra, affiancato da un pannello andato perduto, mentre nella predella si susseguivano undici tavolette con gli Apostoli ai lati del Cristo benedicente. Spie dello smembramento dell’originario polittico e del suo successivo ricongiungimento si rintracciano nella cornice, come si deduce dall’irregolare coincidenza delle colonnine centrali e dai capitelli che interrompono le colonnine laterali.

Forse proprio a causa del carattere anomalo con cui si presentava, il polittico di Montefiore è stato per lungo tempo trascurato dalla critica e solo in occasione della mostra di Ancona del 1950 Pietro Zampetti attribuisce integralmente l’opera a Carlo Crivelli. Lo stesso, due anni dopo, collega i pannelli del trittico con quelli dispersi sul mercato antiquario a partire dalla metà dell’Ottocento e, successivamente, Federico Zeri ricompone, seppur parzialmente, anche la predella. Quanto alla datazione, Zampetti situa l’opera vicino al Polittico di Ascoli Piceno del 1473, mentre Zeri suggerisce di collocarla prima del 1472 per l’influenza di Niccolò Alunno, rintracciabile in particolare nella vivacità mimica e fisionomica delle figure della predella.

Mara Cerquetti


Polittico
San Ludovico da Tolosa
Santa Chiara
Santo Francescano (Beato Giovanni Duns Scoto ?)

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