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Raccolta storico-etnografica - Sala II (Asia)

Sala II - Asia
(Palazzo Bonomi-Gera - Secondo piano)

Al Museo Ripano di antichità locali, fondato fin dal 1877 per generose elargizioni di egregi Cittadini fra i quali mi è dolce render meritato tributo di lodi ai Sig.i Marchese Alessandro Bruti e al non mai abbastanza compianto Conte Augusto Neroni, che a preferenza di altri, furono pur larghi dei loro donativi verso il nascente istituto; mancava una raccolta di curiosità etnografiche, perché nella infinita varietà di usi e costumi di popoli meno civili di noi si potesse rinvenire anche oggi l’immagine del nostro passato più lontano, e la spiegazione della maniera di vita, nonché dei progressi industriali delle popolazioni primitive.

 Molte forme primitive della vita sociale in tempi da noi non lontani si conservano ancora presso numerose popolazioni dell’America, dell’Australia, delle Isole del Pacifico, che oggi sono quasi del tutto scomparse, o più spesso modificata ormai le arti, le istituzioni, i costumi si conservano presso poche tribù delle provincie centrali del Brasile, dell’Australia, e di qualche isola della Nuova Guinea e della Melanesia.

Ma questi popoli vanno pur‘essi modificando la loro maniera di vita per l’influenza dei viaggiatori, dei commercianti, ed in ispecie dai Missionari Cattolici che sono i veri pionieri di ogni fatta civiltà; sicchè le industrie indigene, e gli istrumenti da lavoro scompaiono prima di ogni altra cosa.

Fa d’uopo adunque di affrettarsi a salvare un materiale che andrebbe altrimenti perduto per gli studiosi, senza il quale è cosa impossibile il comprendere le prime pagine della storia dei popoli civili I Musei, secondo l’opinione più volte espressa dall’insigne Archeologo Comm. Prof. Antonio Zannoni nei suoi pregiati scritti, non debbono essere il solo sacrario dei dotti ma devono trasformarsi in altrettante sedi fecondissime della popolare istruzione; e quindi a questo fine venni nella determinazione di formare una parziale Sezione di oggetti appartenenti alle cinque parti della terra, i quali mostrassero al visitatore li diversi usi, costumi, e industrie caratteristiche dei vari popoli del globbo; e così si avesse modo di poter colla maggiore facilità possibile istituire i confronti fra l’antico e il moderno, e costatare coi propri occhi gli ottenuti progressi, ed anche in parte la decadenza. Gli oggetti di antichità locali collocati all’ingresso della raccolta conduranno i visitatori ad osservare quanto oggi fabbricano ed usano popolazioni barbare o selvaggie, per intendere ciò che fecero genti antichissime, le quali si trovarono in somiglianti condizioni, e di formarsi un concetto possibilmente completo di quanto sanno fare e usano le popolazioni che trovansi al di fuori del nostro continente.

A tale impresa non mi mancò il coraggio per superare tante difficoltà che incontrai nel compiere un così vasto disegno, e debbo sinceramente confessare che se non mi fosse corsa in aiuto la mano generosa di eminenti personaggi ecclesiastici e notabilità secolari nonché di buoni amici; rannicchiato come sono in questo oscuro cantuccio d’Italia, o lontano dai grandi centri, sarebbero venute meno le mie forze, e resa inefficace tutta la mia più ferma volontà. Prima però di mettermi a descrivere la copia degli oggetti di cui si adorna l’esordiente raccolta mi sento in dovere per debito di riconoscenza segnalare a chi mi legge il nome di un nostro benemerito concittadino il Rev¯ndo D. Giuseppe Michettoni Minutante nella S. Congregazione di Propaganda Fida di Roma, il quale dietro mia preghiera, si occupò a tutt’uomo presso illustri Prelati Italiani e forestieri Missionari all’estero, Rettori di Collegi, e Procuratori delle Missioni straniere residenti in Roma allo scopo di ottenere oggetti di ogni fatta, anche preziosi per dare incremento dalla nuova nostra collezione.

E difatti, egli pieno di amor patrio com’è, non risparmiò a tal’uopo fatiche e spese per riuscire nel suo e mio intento con tanta pertinacia che può dirsi con verità esser dovuta principalmente al di lui zelo e buon volere la massima parte degli oggetti che si ammirano nella sezione etnografica di questo Museo.

A lui dunque sian rese le più sentite azioni di grazia e il suo nome sia ricordato da quanti amano il decoro di questa città e l’avanzamento della scienza. Ora darò notizie sommarie del materiale scientifico di cui si arricchì la collezione dall’ottobre 1999 ad oggi 1902; la quale non essendo ancora copiosa tanto da rendere possibile la più diligente classificazione, debbo pel momento contentarmi di disporre il d.o materiale e di descriverlo coll’ordine dei luoghi d’onde proviene....

trascrizione dai Quaderni di Don Cesare Cellini


Corona
Fermacarte
Mobiletto
Scapolare

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