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Galleria di Arte contemporanea - Sala II (40 artisti per il presepio)

Sala II - 40 artisti per il presepio
(Palazzo Bonomi-Gera - Piano terra)

E’ esposto in questa sala il corpus formato da 43 opere, in maggior parte grafiche, realizzate negli anni ottanta per "40 artisti per il Presepio", mostra organizzata nel 1984 nelle stanze della sala espositiva di Ripatransone, grazie ai contatti artistici ed all’interessamento del pittore e scultore ripano Primo Angellotti.

I "40 artisti" si trovano in questa stanza accomunati dall’interpretazione dello stesso motivo iconografico, che supera le divisioni e le differenti posizioni: il tema del Natale; "motivo scontato e fin troppo frequentato" si dirà, ma la traduzione che ne danno queste opere, con i segni ed i colori di diverse intenzioni artistiche, rimane del tutto nuova.

Tra questo folto gruppo, insieme ad autori poco conosciuti ma ugualmente apprezzabili, ci sono nomi di grandi maestri, che hanno fatto dell’arte italiana del ‘900 un linguaggio di livello internazionale; protagonisti di quel percorso di profonda connotazione artistica, che dall’inizio del XX secolo si intraprese in Italia, in autonomia rispetto alle linee direttive di terre più nordiche, le quali risentivano ancora dall’esperienza post-impressionista.

A questo dibattito estetico-formale hanno partecipato personalità non solo del mondo artistico, ma anche di quello sociale e politico, a dimostrazione di un fermento intellettuale che, forse più di oggi, ha permeato la società italiana. Si possono fare degli esempi: Mino Maccari (1898-1989) e Mario Radice (1900-1987), tra i più anziani degli autori qui rappresentati, che forse con l’intenzione di veder affermata l’arte nazionale, si trovarono negli anni trenta ad appoggiare certi ideali del regime, per poi contestarli con durezza, indignanti dalle discutibili scelte politiche del governo. Renato Guttuso (1912-1987), Ernesto Treccani (1920) ed il marchigiano Pericle Fazzini (1913-1987), decisero invece di opporsi apertamente ai canoni estetici novecentisti, riunendosi attorno alla rivista milanese "Vita giovanile"; la loro amicizia sfociò poi nella costituzione del gruppo di "Corrente" e ancora nel "Fronte Nuovo delle Arti", trovando nel realismo espressionista la dimensione che meglio rappresentava le loro pulsioni e le aspettative di quella generazione artistica. Antonio Corpora (1909-2004), autore di una delle opere più energiche e suggestive, ed Armando Pizzinato (1910-2004) in questa sede si presentano con lavori che tengono fede alle giovanili tendenze informali, costituendo una sorta di contro altare al filone realista. Il discorso si potrebbe allargare poi ai geni solitari come Primo Conti (1900-1988), Umberto Mastroianni (1910-1998), Remo Brindisi (1918-1996) ognuno, a suo modo, testimone dei tempi terribili e che ha costituito con la propria arte un monito per la memoria. Non si dimentichi poi la presenza della grazia di Emilio Greco (1913-1995) e di validi artisti marchigiani e ripani, solo per ricordare i principali, Primo Angellotti, Giuseppe Canali, Giuliano Pulcini, Sandro Trotti, Walter Piacesi.

Germano Boffi


Natività
Fuga in Egitto (?)
Donna con colombe
Natività

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