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Pinacoteca civica - Sala VI (Sala XVII-XVIII secolo)

Sala VI - Sala XVII-XVIII secolo
(Palazzo Bonomi-Gera - Primo piano)

La sala raccoglie pale d’altare e altri dipinti, tutti di soggetto devozionale, collocabili tra il XVII e il XVIII secolo. Molte opere si trovavano nella chiesa di Sant’Agostino a Sant’Elpidio a Mare, di proprietà privata fin dal XIX secolo: i dipinti più importanti vennero acquistati da Uno Gera e donati al Comune di Ripatransone. Tra questi sono le tre pale di Ernst van Schayck (Utrecht, 1567-Castelfidardo,1631), pittore fiammingo, ma naturalizzato marchigiano, attivo in vari centri delle Marche. Nei suoi numerosi dipinti sacri, accanto alle derivazioni dal manierismo locale e alle citazioni baroccesche, si nota l’interesse per la ritrattistica testimoniato dal personaggio, rivolto verso lo spettatore, che emerge dalla “Madonna assunta e i santi Paolo, Lucia e santa martire”. Dello stesso autore sono la tela con l’”Annunciazione”, ispirata al prototipo baroccesco della Pinacoteca Vaticana, e la pala con i “Santi Maria Maddalena, Carlo Borromeo, Francesco, Giuseppe e Antonio Abate”.

Ancora dalla chiesa agostiniana di Sant’Elpidio a Mare viene la tela con “Sant’Agostino che lava i piedi a Cristo”, datata 1741 e firmata da Filippo Ricci (1715-1793), esponente della nota famiglia di pittori fermani. All’ambito dei Ricci appartiene anche la “Madonna in gloria con le sante Rita da Cascia e Monica e la Beata Chiara da Montefalco”. Sempre provenienti dalla chiesa elpidiense sono la tela con l’”Elemosina di san Tommaso da Villanova” di scuola romana; i due piccoli dipinti, quasi dei bozzetti, rappresentanti “Giuseppe venduto dai fratelli” e l’”Assunzione della Madonna” e il “Santo agostiniano in adorazione dell’Eucarestia”, opere di scuola veneta; il “San Nicola da Tolentino e le anime purganti”, di ambito marchigiano; il “San Francesco di Paola”, vicino ai modi del Crespi.

La tela con le “Stimmate di san Francesco”, di cui si conserva un bozzetto grafico presso la Pinacoteca Civica di Ascoli, è del pittore ascolano Salvatore Emidio Mancini (1754-1818). Il “San Basilio in gloria” è opera di fine ‘600 acquistata da Uno Gera sul mercato antiquario romano.

Di provenienza sconosciuta sono diversi altri dipinti come la piccola “Sacra Famiglia”, il bozzetto con “Tobiolo e l’Angelo”, il “San Michele Arcangelo”, i due ovali con il “Cristo coronato di spine” e l’ “Addolorata” derivati da Guido Reni, il movimentato “Martirio di san Basso” e il “Martirio di sant’Andrea”, versione di un dipinto nel Santuario dell’Ambro.


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