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Pinacoteca civica - Sala IV (Salone delle feste)

Sala IV - Salone delle feste
(Palazzo Bonomi-Gera - Primo piano)

La loggetta si apre sul salone ed è sormontata dalla balconata dove potevano trovare posto i musicisti o gli spettatori durante lo svolgimento delle feste. In questo ambiente sono stati sistemati dipinti di soggetto profano o allegorico, oltre ad un cassettone marchigiano e ad un monumentale e pregevole cassettone a ribalta veneziano.

Opera di ambito bolognese, databile alla fine del XVII secolo, è l’’Allegoria della Filosofia’ raffigurata da una giovane donna le cui caratteristiche iconografiche sembrano desunte dal De consolatione Philosophie di Boezio: ha una scettro in mano e posa un braccio su due grossi tomi, mentre il ricco abito scivola lasciando scoperta una spalla a significare il disinteresse per l’aspetto mondano della vita a favore dell’attività speculativa.

 Ancora un dipinto allegorico è quello con la ‘La Pittura e la Scultura’ impersonate da due giovani donne una delle quali ha in mano tavolozza e pennello, l’altra una testa scolpita; la luce evidenzia la figura in primo piano, mentre si dissolve e rende indefiniti i contorni della figura nello sfondo.

Di ambito romano è la tela che raffigura ‘Apollo’; il giovane dio adolescente, a torso nudo e con un ampio mantello che avvolge il resto del corpo, è rappresentato vincitore, al termine della gara con Marsia: ha infatti ancora in mano la lira, strumento della sfida, e la corona d’alloro, emblema della vittoria.

Alla cultura figurativa bolognese di metà Settecento va assegnato il bel dipinto che presenta un ‘Giovane uomo ’ a mezzo busto, entro un ovale, col capo girato, in atto di fissare con intensità un punto alla sua destra, e un dipinto simile, ma raffigurante una ‘Figura femminile ’; allo stesso ambito, anche se di poco precedente, appartengono le due tele con L’”Annunziata” e l’”Angelo annunziante”.

 Forse di scuola marchigiana è l’ampia tela raffigurante la “Virtù che scaccia i vizi”, racchiusa in una bella cornice seicentesca; dello stesso periodo è il movimentato “Giudizio di Salomone”, episodio biblico, ma qui esposto per affinità stilistica e tematica con le altre opere. Mentre probabilmente di ambito toscano seicentesco è la raffinata, piccola natura morta con “Mele su un piatto”, dove i piccoli frutti rosati emergono lucenti dallo sfondo scurissimo


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