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Pinacoteca civica - Vano scala piano terra (Galleria ritratti)

Vano scala piano terra - Galleria ritratti
(Palazzo Bonomi-Gera - Piano terra)

La Galleria dei Ritratti si svolge lungo la scala che da terra sale fino al secondo piano. Vi sono raccolti una serie di dipinti, tutti ad olio su tela, databili tra il XVII e la metà del XIX secolo, raffiguranti personaggi legati alla storia di Ripatransone. La maggior parte delle opere non presenta alcun elemento che possa rendere riconoscibili i soggetti, tranne i casi in cui scritte o stemmi ne definiscono l’identità. Va anche ricordato che, soprattutto per i personaggi più celebri e antichi, si tratta di immagini ideali, realizzate anche molto tempo dopo l’effettiva esistenza dei soggetti.

La serie si apre con la grande tela raffigurante il matematico ripano Tarquinio Boccabianca 1609-1661), presentato in un grandioso interno, rivestito della toga accademica, con in mano un compasso. Il ritratto è un notevole esempio di pittura seicentesca, accostabile ad esempi di ambito emiliano. Accanto è il ritratto di un personaggio celeberrimo, Ascanio Condivi, allievo e primo biografo di Michelangelo, che emerge dal fondo scuro in una elegante veste nera, in atto di presentare il bozzetto di una scultura. Alla stessa famiglia Condivi, appartennero il poeta, giureconsulto e podestà di San Ginesio Giacomo Emidio (1650-1711), di cui si conservano due ritratti, e il francescano Francesco Maria, segretario generale dei minori conventuali durante il XVII secolo. Tra gli ecclesiastici sono individuabili anche monsignor Brandimarte Tommasi e il vescovo di Ripatransone Fedele Bufalini (1854-1860), accanto al quale compare lo stemma. Tra i personaggi ripani celebri, molti sono coloro che si distinsero nel mestiere delle armi. E’ il caso di Santino da Ripatransone, conestabile della fanteria di Braccio da Montone al servizio di Eugenio IV; di Santoro Pucci, capo dei guelfi ripani che nel 1442 cacciò dalla città le truppe di Francesco Sforza, di Giuseppe Castelli (1626-1690), ufficiale di Alessandro Farnese che, tornato in patria, scrisse le sue memorie. Vi sono anche personaggi dediti alle lettere, come il già citato Giacomo Emidio Condivi, o Francesco Lucerti, scrittore, poeta e oratore che nel 1444 guidò l’ambasceria presso Eugenio IV per contrastare gli sforzeschi, o ancora Francesco Maria Tanursi, noto avvocato ed erudito locale. Dalle iscrizioni si identificano i ritratti di Luigi Pio Rotigni e della consorte Maria Vittoria Barlocci, entrambi datati 1735, e il ‘Ritratto di dama con garofano’, identificabile in Vittoria Sforza (1726-1743). E’ questo uno dei dipinti più pregevoli, accostabile alla maniera che ebbe nella veneziana Rosalba Carriera l’esponente più prestigiosa e, nelle Marche, la bolognese Lucia Casalini Torelli; stilisticamente e qualitativamente affine è il bel ritratto di “Giovane uomo in veste azzurra”.

Altri ritratti di ignoti, maschili e femminili, si evidenziano per l’attenzione degli autori non tanto o non solo alla resa fisionomica, quanto ai dettagli dei raffinati abbigliamenti: si vedano, in particolare, le giovani dame di cui e i due gentiluomini in vistose parrucche dei dipinti, oltre alla deliziosa tela con tre fanciulli, elegantemente vestiti, che mostrano sorridenti una colomba, simbolo di innocenza.


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