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Pinacoteca civica - Sala I (Sala degli affreschi)

Sala I - Sala degli affreschi
(Palazzo Bonomi-Gera - Piano terra)

La piccola sala prende il nome dagli affreschi staccati e dalle sculture qui esposti, provenienti da chiese soppresse o non più esistenti.

Nell’antica chiesa di San Francesco, o di Santa Maria Magna, si trovava la grande “Madonna in trono”, opera dello scultore abruzzese Giovanni Francesco Gagliardelli (Città Sant’Angelo, ante 1495-1526), seguace e continuatore di Silvestro dell’Aquila. E’ una pregevole scultura in terracotta che conserva solo tracce dell’antica policromia; perduto è anche il Bambino, un tempo disteso sulle ginocchia della Madre. Nella stessa chiesa erano collocati anche i due affreschi raffiguranti la “Messa di san Gregorio” e un “Personaggio maschile e motivi decorativi”, che vennero staccati all’inizio del XX secolo. Il primo, rinvenuto nel 1835 dietro un altare, recava la data 1466, oggi scomparsa. Sono entrambi dipinti tipici della cultura pittorica delle Marche meridionali, attribuiti a Giacomo da Campli (not. 1461-1479), con un eventuale intervento di Fra’ Marino Angeli (not.1437-1463).

A Giacomo da Campli è assegnato anche l’affresco raffigurante i “Santi Filippo e Giacomo” (1468), staccato nel 1964 dalla omonima chiesa sconsacrata. Nello stesso edificio si trovava la “Madonna col Bambino in trono”, databile al primo quarto del XVI secolo e collocabile in ambito umbro-marchigiano, anche se alcuni autori hanno proposto i nomi di Cola dell’Amatrice e di Giulio Vergari.

Nella sala verrano inoltre esposti 40 rilievi in terracotta e terracotta invetriata che facevano originariamente parte di una grande ancona, già nella chiesa della SS.ma Annunziata. I rilievi, attribuiti a Marco della Robbia (Fra’ Mattia) e databili intorno al 1530, raffigurano tre storie di Gesù (”Annunciazione”,”Adorazione di Magi”, “Gesù tra i dottori”), varie teste (angeli, Madonna, ecc.), putti con cartiglio, protomi leonine, uno stemma, festoni vegetali, elementi di cornice.
Ancorché non sia possibile proporre una sicura ricostruzione, è ipotizzabile che l’originario insieme fosse simile alla monumentale pala della Collegiata di Montecassiano (1527-1532), oggi la principale testimonianza dell’importante attività svolta nelle Marche dagli ultimi rappresentati della dinastia dei Della Robbia.


Madonna in trono con Bambino
San Filippo e san Giacomo

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