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Museo delle Tradizioni popolari - Sala VI (Il fabbro)

Sala VI - Il fabbro
(Palazzo De Castellotti - Piano seminterrato)

Il fabbro

Il ferro era il materiale che si affiancava al legno sia per legarlo con i chiodi delle più disparate dimensioni sia per sostituirlo o rinforzarlo in quelle parti degli strumenti più soggette ad usura o maggiormente sottoposte a forti sollecitazioni e ad elevate tensioni.

Il fabbro ha così affiancato con continuità sin dall'antichità il contadino, per fornirgli quelle parti in ferro dell'attrezzatura da lavoro, il vomere e il coltro dell'aratro, la lama del falcetto e della falce, il taglio della vanga, i denti della zappa, che ben difficilmente il contadino era in grado di produrre da solo.

Oltre all'attrezzatura da lavoro il fabbro ha fornito al mondo rurale tutti i manufatti in ferro utili alla funzionalità dell'abitazione: dai chiavistelli alle serrature vere e proprie per le porte, dalle sbarre ai cardini per le finestre.

In tempi più recenti il lavoro del fabbro, grazie anche alla sua perizia e alle sue capacità, si è allargato dall'agricoltura all'edilizia e ad altri settori dove la richiesta di manufatti di pregio, dai letti in ferro alle inferriate ornamentali, ha sostituito quella in declino del mondo rurale.

Il fabbro lavorava di solito come altri artigiani al pianterreno della propria abitazione: in uno stesso locale erano collocati il fucinale con il mantice a mano, il bagno per la tempera, l'incudine, diverse mazze e tenaglie disposte in una scansia. Appoggiato ad una parete vi era il banco con una morsa e un corredo di lime per la rifinitura dei pezzi. Le macchine si limitavano a rudimentali trapani mossi manualmente.

A Offida dove l'agricoltura mezzadrile riduceva al minimo i consumi di ferro i fabbri per necessità univano a questo primo lavoro quello del maniscalco: ferravano i buoi e i cavalli dopo averli rinserrati nell'apposito travaglio.

La modernizzazione dell'agricoltura, cominciata all'inizio del Novecento e segnata dall'allargamento dell'uso del ferro dell'attrezzatura contadina, non ha, a differenza di altri mestieri, diminuito l'importanza del fabbro, ma ne ha spostato il lavoro dalla fabbricazione alla manutenzione della moderna attrezzatura meccanica.

Anche nella tradizionale fucine sono avvenuti radicali cambiamenti: nuove fonti energetiche, il motore elettrico ed il motore a scoppio, hanno permesso l'introduzione delle prime macchine utensili, è apparsa la saldatura, mentre la diffusione dei pezzi di ricambio ha semplificato i lavori di riparazione.


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