I Musei -> Offida -> Palazzo De Castellotti -> Museo Tradizioni popolari -> Visita virtuale

Museo delle Tradizioni popolari - Sala IV (I trasporti - Il mestieri del legno)

Sala IV - I trasporti - Il mestieri del legno
(Palazzo De Castellotti - Piano seminterrato)

L'artigianato di Offida

La scarsa vocazione agricola delle terre di Offida aveva spinto, già nel Medioevo, una parte della popolazione a cercare nella diffusione delle attività artigianali la possibilità di trovare un adeguato sbocco alle necessità economiche della comunità realizzando produzioni di vera e propria eccellenza che trovavano larghi sbocchi sui mercati esterni.

Attorno al 1580 fra Orazio Cavalli, ministro provinciale dei Minori Conventuali, visitò Offida e nelle sue Memorie storiche ricorda come fossero molto sviluppate e rinomate due particolari arti, gli archibugieri e i saponai.
Si tratta di attività già ridotte ai minimi termini in età moderna ma che hanno lasciato in eredità una sorta di vocazione generale all'artigianato che è sopravvissuta nel corso dei secoli.
Non tarderanno, infatti, ad assumere importanza nuove manifatture, i merletti e i funghetti (dolci croccanti a base di zucchero farina e anice), tuttora presenti nel panorama produttivo cittadino.
Accanto a questo artigianato specializzato come in tutti i centri di provincia prosperava una rete di artigianato di servizi costituito dai cento piccoli mestieri della città e della campagna che in qualche modo la pluriattività contadina non riusciva a comprendere. Questa rete artigianale non va comunque pensata in maniera separata rispetto al mondo rurale in quanto spesso non si trattava di artigiani che esercitavano nel proprio laboratorio l'attività, ma diventavano ambulanti, spostandosi di podere in podere alla ricerca di clientela nella campagna.

Alcuni mestieri artigianali, già segnalati nel catasto medievale dei primi anni del XIV secolo, vennero regolamentati negli Statuti cittadini dove doveri e obblighi di queste categorie venivano analiticamente indicati.

Alcuni secoli dopo il quadro delle professioni, arti e mestieri derivato dal censimento della popolazione del 1881 ha consentito di valutare l'entità delle attività extra agricole di Offida. Si tratta di più di un migliaio di abitanti della città impegnati in una cinquantina di mestieri che non solo assicuravano i servizi ai cittadini ma realizzavano anche prodotti che venivano smerciati fuori degli ambiti locali. Questo quadro può essere messo in relazione con i materiali esposti nel Museo in quanto si tratta di un censimento relativamente recente e riferito ad attività che hanno lasciato una traccia concreta e materiale della loro operosa presenza.

Gli artigiani di Offida nel 1881

  • Mestieri del legno: 44 falegnami e stipettai, 6 bottai e tinazzai, 27 legnaiuoli, 2 carrozzai, 4 impagliatrici di sedie.
  • Mestieri dei metalli: 43 fabbri ferrai, 3 meccanici, 3 stagnini, 1 bilanciaio, 1 maniscalco.
  • Mestieri del cuoio: 99 calzolai, 3 sellai.
  • Mestieri dei laterizi: 39 fornaciai, 106 muratori.
  • Mestieri tessili: 23 canepini, 16 ciompi (scardassatori di lana), 7 cordai, 109 filatrici, 56 tessitrici, 3 lavoratrici in trecce di paglia per cappelli, 2 manganatori, 3 tintori, 3 materassai, 3 tappezzieri, 21 lavoratrici in reti.
  • Mestieri dell'abbigliamento: 77 sarti e sartrici, 34 cucitrici in bianco, 1 crestatia (modista), 83 lavoratrici in maglie di lana o cotone, 18 stiratrici, 49 lavandaie e lavandai.
  • Mestieri della decorazione: 137 merlettaie, 19 ricamatrici.
  • Mestieri alimentari: 126 cuochi e cuoche, 12 fornai, 36 lavoratrici in paste dolci, 11 macellai, 19 mugnai, 13 pizzicagnoli.
  • Mestieri dei trasporti: 5 cocchieri, 28 facchini, 23 vetturini.
  • Mestieri diversi: 3 armaiuoli, 4 barbieri, 2 legatori di libri, 1 orologiaio, 1 statuario, 1 tipografo, 6 pittori e disegnatori, 5 saponai.

I mestieri del legno

Il legno era nel passato il materiale prevalente nell'attrezzatura di lavoro, così come per l'arredo domestico del mondo rurale; molte lavorazioni del legno erano allora svolte direttamente dal contadino, che spesso teneva in casa un rudimentale banco e la relativa attrezzatura da lavoro.

Per le lavorazioni più complesse operava il falegname, un mestiere antico, che presentava diverse specializzazioni in conseguenza dell'ampiezza delle utilizzazioni del legno.
Il falegname, vero e proprio si dedicava prevalentemente alla fabbricazione di tutti gli oggetti lignei presenti nell'abitazione, da quelli impiegati nella costruzione (travi, tavole, infissi e finestre) a quelli destinati all'arredo domestico (tavoli, sedie, armadi), nonché ad una molteplicità di prodotti indispensabili per la "quotidianità" dai manici per gli attrezzi più elementari alle parti in legno delle prime macchine impiegate nelle manifatture rurali (dai telai alle ritrecine dei mulini).

Al falegname quando il mercato lo permetteva si affiancavano altri mestieri del legno; ad Offida nel censimento del 1881 sono documentati i bottai per costruire e riparare i recipienti della cantina, i carrozzai o facocchi per fabbricare i birocci ed altri mezzi di trasporto, i legnaioli, i segantini che ricavavano le tavole dai tronchi d'albero, e anche le impagliatrici di sedie che rientrano nei mestieri del legno. Diverse erano le occasioni e i tempi di incontro tra questi artigiani ed il mondo rurale.

Il matrimonio del contadino rappresentava il momento per ordinare al falegname alcuni elementi della camera nuziale, il letto, i comodini e gli armadi. La vendemmia richiedeva l'opera del bottaio per la manutenzione di botti e tini e l'eventuale sostituzione di alcune doghe. Il facocchio incontrava con minor frequenza il contadino in quanto l'acquisto di un biroccio rappresentava un avvenimento eccezionale per la famiglia rurale.


Mostra l'elenco completo dei reperti presenti in questa sala (4)

MuseiPiceni