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Museo del Merletto a tombolo - Sala II (Sala dei punti)

Sala II - Sala dei punti
(Palazzo De Castellotti - Primo piano)

Dall'osservazione attenta di un merletto è possibile rintracciare abilità, storia, tradizione creatività, in particolare la creatività femminile che trascina in fili ed incroci i propri sentimenti e la propria memoria.

Datare con precisione l'origine del merletto a fuselli è ancora materia di ricerca; la comparsa presunta si fa risalire "dopo quelli ad ago" con tracce documentarie dal 1500. Merletti utilizzati inizialmente quali passamani cioè nastri o cordoncini a fili continui di lino, sete policrome, canapa, fili d'oro ed argento usati come guarnizioni per abiti e tappezzerie.

Nell'evoluzione del merletto si è passati quindi dal semplice passamano, alla sua presenza come motivo di arricchimento dei colli e polsi quando si è sentita l'esigenza di ornamenti più leggeri e vaporosi rispetto a quelli ad ago.

La passione per il merletto si diffuse a tal punto che vennero emanate leggi suntuarie per frenare lo sperpero di denaro dei sudditi: a Venezia alla fine del 1500 i merletti di filo bianco a fuselli non dovevano superare le quattro dita di altezza.

Nel 1600 questi ornamenti erano così preziosi e prestigiosi da venir rimossi dagli abiti e depositati in cassette quali gioielli da custodire.
Nel XVII sec lo troviamo sempre sotto forma di ornamento ma utilizzato in prevalenza da uomini: in ritratti dell'epoca vediamo splendidi merletti ad ago e a fuselli applicati su armature.
Nel XVIII secolo la moda impone alle donne colli sempre più importanti; non più piatti ma arricciati e pieghettati, non ancora utilizzato per ornare biancheria proprio perché non appezzabile dalla vista altrui.
Verso la fine del XVIII secolo, con la nuova visione romantica della figura femminile, i merletti utilizzati in prevalenza erano i "blondes" di seta, di esecuzione più semplice e veloce, erano per lo più prodotti in Francia, Venezia e Spagna.

Con l'epoca napoleonica, dopo una battuta d'arresto, l'utilizzo del merletto si estese anche all'arredamento. È in questo periodo che inizia la produzione del tulle realizzato a macchina ( imitazione di quello a fuselli) e successivamente dei merletti completamente meccanici: grandi pezzature ad imitazione di Valenciennes, Chantilly e Bruxelles.
Le due lavorazioni hanno saputo convivere in quanto soddisfacevano clientele diverse.

Alla fine del 1800, con la crisi sociale ed economica, l'industria di lusso subì un arresto. Da allora per industria del merletto si intende quello meccanico, il resto è diventato manufatto artistico. La macchina produceva tutto sia a livello quantitativo che qualitativo, è del secolo scorso la tendenza a riscoprire l'unicità del pezzo antico. Fioriscono scuole che con stili propri producono copie fedelissime di antichi merletti.

La Seconda guerra mondiale determina in Europa la fine della produzione del merletto inteso come manufatto.

Girare ed incrociare sono i movimenti che i fuselli fanno sempre e sempre in coppia; da questi gesti, a volte troppo veloci per poter essere "interpretati" nascono i vari punti. In questa sala sono esposti pezzi esemplificati dei punti più ricorrenti nel merletto a fuselli di Offida.


Centrino
Centro
Farfallina
Quadrato

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