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Museo del Merletto a tombolo - Sala I (Il tombolo e gli utensili da lavoro)

Sala I - Il tombolo e gli utensili da lavoro
(Palazzo De Castellotti - Primo piano)

In questa sala è esposta l'attrezzatura necessaria alla realizzazione dei merletti

Il tombolo o "lu capezzale" è il cuscino di varie misure imbottito generalmente di segatura di legno e ricoperto di tessuto: è l'oggetto sul quale le merlettaie offidane appoggiano e lavorano le loro creazioni.
In passato la fattura del tombolo cambiava a seconda di chi ne era la "proprietaria": le donne dei ceti popolari se lo costruivano in casa con il materiale che avevano a disposizione, mentre le "signore" o fanciulle di buona famiglia ne ricevevano spesso in dono modelli di qualità elevata.
Questi cuscini anche oggi vengono appoggiati su i reggi tombolo o trespoli in legno mobili, la cosiddetta "prepenna". Alcuni di questi piccoli oggetti in passato erano forniti di un cassettino per contenere gli attrezzi da lavoro.

I fili utilizzati erano, e sono ancor oggi, di lino, canapa, cotone o anche seta, uniti talvolta a fili d'argento ed oro.
Lino e canapa fino alla metà del 900 venivano filati in casa; alla canapa veniva dato il nome di refe. I fili venivano attorcigliati attorno a dei fuselli di legno di ciliegio o "canniyitte" (bobine di forma allungata) che generano un suono caratteristico durante il ritmico lavoro delle merlettaie. In passato i fuselli lignei erano sostituiti da piombini come per le reti dei pescatori.

Fili e fuselli, assieme a spille ed uncinetto, è l'attrezzatura per procedere al lavoro. Indispensabile è anche il disegno su cartone del merletto da realizzare. Una volta la realizzazione di questo cartone era affidata alle mani del cartonista e i disegni erano molto preziosi anche perché, già provvisti di fori per gli spilli, rendevano il lavoro facile e scorrevole, oltre che estremamente preciso. Oggi, invece, i disegni sono sprovvisti di questi fori.

L'evoluzione di questa attrezzatura è documentata nelle teche, cosi come sono esposti, dopo esser stati sottoposti ad un accurato restauro, due interessanti cataloghi dell'inizio del secolo scorso che testimoniano non solo l'economia legata al merletto, quale prodotto commerciale, ma anche la tipologia dei disegni dell'epoca.


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