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La democrazia del bello - percorso espositivo    

Vivere con l'arte vivere nell'arte

Ars una – Specie multa

Il concetto di unità dell’arte in De Carolis è insita nel dichiararsi decoratore prima di tutto. La decorazione è la sintesi di tutte le arti, l’arte madre per eccellenza, l’unica forma universale di espressione e di comunicazione. Il suo amore per l’affresco è strettamente legato all’idea che attraverso la decorazione si possa ampliare l’orizzonte di fruizione. Come nella xilografia, l’antica tecnica recuperata dal De Carolis, permette di dialogare maggiormente con il popolo sia perché riprende nel procedimento rude e schietto recuperandone procedimenti artigianali e manuali, sia perché nella sua riproducibilità permette di raggiungere un amplia divulgazione.

Ne cede malis audentior ito

Piatto della SibillaIl motto "non cedere alle avversità va avanti con più coraggio", suggerito dalla Sibilla Cumana ad Enea nell’Eneide di Virgilio, da De Carolis è riprodotto nella raffigurazione del 1907 nel Salone delle Feste del Buon Governo in Ascoli Piceno. In realtà la Sibilla, simboleggia, con maestosità michelangiolesca, la Sibilla Picena, come si può ipotizzare dalla presenza di un monte imbiancato, il Vettore. La Sibilla non è tra le dieci enumerate da Varrone, ma rappresentò successivamente la Sibilla Appenninica, detta anche Oracolo di Norcia, le cui leggende negromantiche sono legate alla Grotta della Sibilla sui Monti Sibillini, la catena appenninica che dal piceno corre nel maceratese dividendo le Marche dall’Umbria.

La forza del fuoco

Testata del Leonardo - schizzo di AdKDe Carolis si dedicò anche alla produzione ceramica. Tra il 1895 e il 1897 l’architetto Giacomo Boni che lo invia da Richard Ginori a Firenze. Nel 1923 l’ingegner Matricardi gli chiede di diventare direttore artistico della fabbrica ceramica impiantata ad Ascoli Piceno. De Carolis collabora solo ai disegni per servizi da tè e caffè con motivi decorativi molto semplici, e firma un servizio da tavola realizzato per il matrimonio della figlia Donella con Alessandro Bozzoli. Il lavoro più elaborato è il disegno di due piatti che furono regalati dal sindaco di Ascoli al principe ereditario Umberto di Savoia, in visita ufficiale alla città il 5 luglio 1925. Il primo rappresenta la figura della Sibilla, il secondo lo stemma sabaudo al centro delle due torri, stemma del comune ascolano, e sul bordo rami di ulivo.

Arts and Crafts

Facendo prezioso tesoro degli insegnamenti dell’architetto archeologo Boni, De Carolis guardò con molto interesse il movimento inglese Arts and Crafts ed i principi teorici del socialismo della bellezza. La formazione nella Scuola di Decorazione Pittorica del Museo Artistico industriale, la successiva frequentazione del mondo artistico e culturale romano alla fine dell’800, consolidarono in lui il concetto di artigiano, di mestiere tecnico dell’artista a cui si aggiunse un approccio etico nella valorizzazione di ogni aspetto dell’arte del gusto e del costume. Le bellissime scatole di profumo prodotte dalla Lepit di Carlo Prati a Bologna furono disegnate tra il 1920 ed il 1922. I flaconi furono realizzati a Murano. La serie di 7 profumi ebbe i nomi da D’Annunzio. Si ricordano "La Brezza del Carnaro", "La rosa degli Uscocchi" "La Fiammella" L’alalà" "Il lauro di laurana" . Gli oggetti possiedono una raffinata accuratezza , dal logo interno, alla scatola decorata. Una sorta di packaging contemporaneo . Il pomo del bastone fu invece commissionato all’artista dagli amici del Marzocco per essere regalato a Giovanni Pascoli.

Il pittore non è laudabile s’egli non è universale

Il motto apparse, nel gennaio del 1903, sul primo numero del Leonardo. La collaborazione con la rivista fiorentina traccia la vocazione dell’illustratore attraverso il recupero programmatico dell’antica tecnica xilografica. All’illustrazione di periodici si unisce la grafica editoriale che portò De Carolis alla notorietà quale illustratore delle opere D’Annunzio e Pascoli.

Questo amor del popolo di "ornare cose utili"

La tradizione è l’espressione dei popoli e come tale "popolare". Pur vivendo nel modo delle Accademie (Roma, Milano, Firenze, Bologna) De Carolis compie una sua personale ricerca alla riscoperta delle radici più autentiche. Particolare attenzione è data al tessuto sia come atto con il quale si realizza la tela, dal filare all’ordire, al tessere, sia nello studio iconografico dei decori che mostrano l’antico rapporto dell’uomo con la natura.

L'infaticabile artigiano

Solo attraverso il lavoro manuale, "artigianale", si restituisce il senso della propria opera. L’attenzione al recupero della produttività del popolo è il monito ad una società che dimentica la bellezza insita nel lavoro dell’uomo. Dai primi studi e realizzazione di arredi ispirati ai manufatti antichi l’interesse del Maestro marchigiano si sposterà, nei primi anni del Novecento, su realizzazioni di gusto popolare, sia nelle forme che nelle decorazioni.

La molteplicità nell’unità della decorazione

La decorazione è considerata la sintesi di tutte le arti, l’arte madre per eccellenza, l’unica forma universale di espressione e di comunicazione. Il "narratore per il popolo", come amava definirsi il De Carolis, trova proprio nella decorazione il mezzo per divulgare, a partire dalle proprie radici, un messaggio superiore, astratto e universale.

Data: dal 13/12/2008 al 03/05/2009 (terminato)
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