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SCIO' LA PICA DI MONTERUBBIANO    

SABATO 10 E DOMENICA 11 MAGGIO: una delle rievocazioni più antiche delle Marche..
 


SCIO' LA PICA-Feste religiose recenti sovrapposte a lontani riti pagani-Monterubbiano (AP) – 10 e 11 maggio 2008

Ogni anno Monterubbiano, comune piceno tra le vallate del fiume Aso e Ete, a giugno rivive i riti antichissimi del "Ver Sacrum", ossia delle "Primavere sacre", vantando una continuità storica praticamente ininterrotta.

Secondo la tradizione tramandataci dagli storici latini Plinio, Festo e Strabone, giovani popolazioni sabine, allontanate dal proprio nucleo di origine per "voto" sacrificale in occasione forse di una pestilenza o di una carestia, in epoche diverse, seguendo percorsi prestabiliti, arrivarono, prima dell’espansione romana, fin nel nostro Piceno, seguendo il volo del Picchio, uccello totemico sacro al Dio Marte. Di questi lontani avvenimenti resta ancora oggi eco nella tradizione monterubbianese dello "sciò la pica" dove un gruppo di zappaterra, vestito del tradizionale guazzarò , ripete l’antica costumanza scacciando la pica con una canna, da un albero di ciliegio tagliato per l'occasione alle prime luci dell’alba da alcuni giovani del paese; la pica, legata in antico con una corda al ramo dell’albero è oggi "gelosamente" custodita in una gabbia. Lo zappaterra che porta il ciliegio finge di piantarlo, mentre un compagno in atto di incalzarlo con la zappa va invece a rasentare le scarpe degli astanti; un terzo allora, al grido "sciò la pica" all’improvviso sbruffa sulla folla il vino attinto da una rituale borraccia ("lu trufu"). Cento volte il rituale si rinnova per le vie del paese e cento volte si ripetono le risa divertite della gente accorsa.

Questa tradizione popolare è oggi inserita nel contesto della Festa di Pentecoste e ne rappresenta il nucleo più antico. Accanto ad essa, ben riconoscibile, la rievocazione della cosiddetta Armata di Pentecoste, composta da giovani scelti fra le corporazioni delle Arti e dei Mestieri, istituzione di origine medievale rappresentata al presente da "Artisti", "Mulattieri", "Bifolchi", "Zappaterra", guidata dal cosiddetto "capitano d’armata"; ad essa si legava la concessione di un periodo di franchigia (secondo la consuetudine delle Saturnali romane) durante il quale l’ordine pubblico era affidato a questo drappello.

I festeggiamenti terminano il martedì con il pranzo delle Corporazioni e con i Baccanali, reminiscenze dei tributi in onore al Dio Bacco, con ripetizione dello scaccio della pica tra risa, stornelli, danze e canti con una folla spesso rumorosa e molto allegra

Data: dal 15/04/2008 al 31/12/2009 (archiviato)
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