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ULTIMO SPETTACOLO DELLA RASSEGNA TEATRALE: IL DIAVOLO CON LE ZINNE     

GIOVEDì 24 APRILE ORE 21.15 TEATRO PAGANI (data ufficiale)

SABATO 12 APRILE ore 21.15 AL TEATRO PAGANI

ULTIMO APPUNTAMENTO DELLA RASSEGNA TEATRALE IL DIAVOLO CON LE ZINNE DI DARIO FO

NOTE DI REGIA

Dal caos infernale la libertà dell’amore

In questa commedia tratto della giustizia, delle trappole, della corruzione politica e sociale come male incarnato nella nostra tradizione. La chiave grottesca dello sghignazzo domina. Canti, balli e un linguaggio reinventato tra onomatopea e grammelot rimandano ad origini culturali diverse…Il lavoro va avanti in un crescendo di comicità, in una girandola di Cardinali corrotti, falsi testimoni, serve e diavoli in supposta.” Con queste parole, Dario Fo presenta la sua opera “Il Diavolo con le Zinne” e da queste parole noi siamo partiti per il nostro allestimento. Il teatrino del potere - o meglio: dei “poteri” - è al centro della scena. La lotta utopica e romantica del giudice Tristano contro le ingiustizie e le corruzioni è come l’estremo e caparbio tentativo di un uomo coraggioso di non soccombere, di non dover subire passivamente l’abitudine al malaffare e all’inciucio. I burattini sulla scena ed i fantocci in platea sono un simbolo, una metafora della nostra condizione di pupazzi, di automi condizionati e manovrati da altri, condannati ad una vita di passività e immobilità. Sballottati tra un “potere” e l’altro siamo incapaci di agire e di reagire. Le scene, i costumi, le maschere: tutto contribuisce a rappresentare il caos vorticoso e la routine deformata in cui siamo costretti a vivere. Il confondersi ed il sovrapporsi dei dialetti, insieme alla musica popolare di varie regioni, crea una babilonia di sonorità che avvolge tutto lo spettacolo. Questo caos infernale, che è il nostro vivere quotidiano, consente una sola via d’uscita e insieme di riscatto: l’amore. È l’amore che alla fine salverà il giudice e la sua serva. Condannati e respinti dalla società, essi saranno tuttavia liberi di amarsi. Esclusi da tutto, condannati da tutti, ma liberi. Finalmente liberi.

di Francesco Facciolli

Data: dal 05/04/2008 al 31/12/2008 (archiviato)
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