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Polo culturale San Francesco | ||||||||||
Il complesso conventuale di San Francesco a Monterubbiano, posto in posizione privilegiata, nella parte più alta del colle, in pieno centro storico, fu oggetto, nel corso dei secoli, di numerose trasformazioni ed ampliamenti. In linea con i principi ispirati al valore evangelico della povertà, propri degli Ordini Mendicanti, la Chiesa ed il Convento furono costruiti secondo criteri architettonici semplici e utilizzando materiali reperiti in loco.
Agli inizi del seicento è databile l’ulteriore trasformazione della Chiesa con il capovolgimento dell’altare maggiore dalla parte dell’antica porta, documentata dalla data 1622, incisa sopra la trabeazione del portale dell’attuale ingresso. Nell’inventario redatto nel 1728 si fa riferimento esplicito al chiostro, mentre si descrive un appartamento del Padre Maestro consistente in: - … una sala, tre stanze ed una piccola libreria collegato al resto del convento da un corridoio. Altri locali di servizio e di lavoro sono disposti al piano terra comprendenti un nuovo refettorio verso ponente, destinandosi il vecchio a dispensa, un magazzino per il grano ed altri locali di deposito. Sempre al piano terra sono localizzate altre stanze per i frati laici, officine e cucina …- Il Convento disponeva, allora, di una stalla e di un pozzo. Al piano superiore, era ubicato il dormitorio consistente in cinque camere, alcuni locali di servizio ed il corridoio che conduceva all’appartamento del Padre Maestro.- … I dormitori e le camere erano ornati di quadri e di tutto ciò che fosse necessario ai frati, i quali costituirono ivi una comunità esigua non superire mai a sette frati ed un laico (Arch. Vescovile di Fermo). Nel 1811, con le soppressione degli ordini religiosi decretata da Napoleone, furono requisite la maggior parte delle opere d’arte tra cui il polittico di Pietro Alemanno raffigurante la Vergine con Bambino e numerosi santi, oggi conservata a Milano Pinacoteca di Brera. Con la Restaurazione del 1816, il Convento riuscì a sopravvivere fino al 1860, anno in cui fu definitivamente soppresso. Nel 1876 il Convento venne adibito a caserma e la Chiesa abbandonata, fu trasformata prima in magazzino e poi in falegnameria. Nell’ultimo secolo, il piano superiore del Convento divenne Asilo Infantile, mentre il piano inferiore fu destinato a servizi socio-sanitari, fino agli interventi di recupero finanziati dal Sisma del 1997 e dalla Comunità Europea Fondi Docup Ob.2 2000-2006, in cui l’Amministrazione Comunale destinò il complesso, Chiesa e Convento, a Polo museale e centro propulsore della vita culturale della città. Progetto Zenone Refenze bibliografiche: - Maria Beatrice Di Vincenzo in tesi di laurea “Chiesa e convento di San Francesco a Monterubbiano” (dicembre 1995 Facoltà di Architettura di Pescara relatore Proif. Tommaso Scalesse; correlatore Prof. Cristiano Marchegiani) - F. Core, G. Agostini “Relazione illustrativa restaurazione della Chiesa di S. Francesco”, 1991
Ricordiamo che è possibile
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