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Museo Aldo Sergiacomi

Il Museo Aldo Sergiacomi di Offida è stato inaugurato il 21 settembre 1996 a due anni dalla morte dell'artista.

Si tratta dello stesso laboratorio dello scultore che la moglie, signora Licia, ha riordinato con passione ed amore.

Così le mani, le teste, i bozzetti e i disegni che, in maniera disordinata per un occhio profano, animavano la fucina dell'artista, dove venivano realizzati i tanti capolavori di una vita di assiduo lavoro, hanno avuto una disposizione museale con la distribuzione nelle nove sale dell'ex atelier.

Offida - Museo Aldo SergiacomiOltre al bancone di lavoro con tutti gli attrezzi per la lavorazione del marmo che usava il maestro, si possono trovare tanti frammenti del pensiero di Sergiacomi, ovvero le varie fasi con cui ogni suo progetto scultoreo prendeva forma: dal disegno, al bozzetto in gesso o in bronzo, ai modelli originali in gesso.

In questo spazio ci si rende conto in maniera immediata come lo scultore prima ideò e poi realizzò molte delle sue opere più famose, al punto di usare persino le pareti per schizzi a carboncino e a tempera, a testimoniare il guizzo improvviso del genio creativo.

Rivivono così in nuce i grandi capolavori realizzati in marmo e in bronzo, come la prima idea per il progetto dell'altare marmoreo per il Santuario di S. Agostino (spesso gli artisti danno più versioni di uno stesso progetto); i disegni a carboncino per l'altare marmoreo della chiesa del Sacro Cuore Immacolato di Maria di Teramo; o il bozzetto della scultura Il Sogno del Pescatore di S. Benedetto del Tronto, così come i gessi originali dei grandi portali bronzei della chiesa di Teramo e della Cattedrale di Fermo.

Ancora da vedere il bozzetto di gesso per l'originale marmoreo della Stele Mariana di Loreto e poi tanti disegni, anche a sanguigna; quattro scherzosi dipinti ad olio con putti (1951), che rappresentano il lavoro dei campi, due dei quali simboleggiano le arti: musica, poesia, pittura scultura, architettura. E proprio i due puttini che rappresentano la scultura stanno scolpendo il Mosé di Michelangelo e portano gli occhiali (citazione forse dei Profeti quattrocentesci dipinti nel catino absidale di S. Maria della Rocca).

Un'acquasantiera originale di marmo greco (1939) era stata fatta per la cappellina privata della sua abitazione come dono per il fratello, all'epoca seminarista; attualmente Mons. Giuseppe Sergiacomi è rettore del tempio di S. Agostino ad Ascoli Piceno.


Bibliografia:

Aldo Sergiacomi. Scultore, Grottammare 1982

Aldo Sergiacomi 1912-1994. "Messaggero provvidenziale", a cura di G. Sergiacomi e L. Antimiani, Ascoli Piceno 1998

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