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Sala I
Sala IIa (Il ciclo del grano)Il ciclo del grano
A partire dal XVII sec. Offida, centro prevalentemente artigianale, allargò la coltivazione del grano anche nei territori in pendio e parallelamente sviluppò l'appoderamento di tipo mezzadrile avviando l'agricoltura verso un assetto che ha mantenuto pressoché immutato sino al grande esodo del secondo dopoguerra.
Il bosco ed il pascolo andarono così scomparendo sostituiti dal seminativo a grano ed a mais, un nuovo cereale importato dalle "Americhe" destinato all'alimentazione contadina.
Parallelamente alla cerealicoltura vennero affiancate nelle rotazioni agrarie le coltivazioni foraggiere destinate all'alimentazione del bestiame.
Nel catasto del 1929 ad Offida le aree a cereali coprono più del 50% della superficie agraria mentre foraggiere ed erbai annuali arrivano al 40%.
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Sala IIb (Il ciclo del grano)
Sala IIc (Il ciclo del grano)
Sala IId (Il ciclo del grano)
Sala III (Il raccolto)
Sala IV (I trasporti - Il mestieri del legno)L'artigianato di Offida
La scarsa vocazione agricola delle terre di Offida aveva spinto, già nel Medioevo, una parte della popolazione a cercare nella diffusione delle attività artigianali la possibilità di trovare un adeguato sbocco alle necessità economiche della comunità realizzando produzioni di vera e propria eccellenza che trovavano larghi sbocchi sui mercati esterni.
Attorno al 1580 fra Orazio Cavalli, ministro provinciale dei Minori Conventuali, visitò Offida e nelle sue Memorie storiche ricorda come fossero molto sviluppate e rinomate due particolari arti, gli archibugieri e i saponai.
Si tratta di attività già ridotte ai minimi termini in età moderna ma che hanno lasciato in eredità una sorta di vocazione generale all'artigianato che è sopravvissuta nel corso dei secoli.
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Sala V
Sala VI (Il fabbro)Il fabbro
Il ferro era il materiale che si affiancava al legno sia per legarlo con i chiodi delle più disparate dimensioni sia per sostituirlo o rinforzarlo in quelle parti degli strumenti più soggette ad usura o maggiormente sottoposte a forti sollecitazioni e ad elevate tensioni.
Il fabbro ha così affiancato con continuità sin dall'antichità il contadino, per fornirgli quelle parti in ferro dell'attrezzatura da lavoro, il vomere e il coltro dell'aratro, la lama del falcetto e della falce, il taglio della vanga, i denti della zappa, che ben difficilmente il contadino era in grado di produrre da solo.
Oltre all'attrezzatura da lavoro il fabbro ha fornito al mondo rurale tutti i manufatti in ferro utili alla funzionalità dell'abitazione: dai chiavistelli alle serrature vere e proprie per le porte, dalle sbarre ai cardini per le finestre.
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Sala VII (La filatura)La canapa e il lino
La canapa e il lino, coltivate ad Offida un po' dappertutto, non erano destinate che parzialmente al commercio, ma erano all'origine di un ciclo che si sviluppava e si esauriva quasi completamente nell'ambito dei bisogni della famiglia contadina.
Le piante della canapa e del lino coltivate in piccoli fazzoletti di terra venivano, giunte a maturazione in estate, tagliate direttamente dai contadini che si accollavano anche le altre operazioni precedenti alla filatura.
Infatti la macerazione avveniva in luoghi di fortuna, fosse stagnanti o ruscelli.
Dopo il macero le piante di canapa e di lino venivano lasciate al sole ad asciugare per alcuni giorni e quindi battute con un bastone su un supporto rigido (scavezzatura) o con il macinone, una gramola di grosse dimensioni, e poi passate tra gramole più piccole che separavano definitivamente le parti legnose da quelle fibrose.
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Sala VIII (La tessitura)
Sala IX (Il sarto e il calzolaio)Il sarto
A Offida i mestieri dell'abbigliamento occupavano numerose persone: sarti, cucitrici, lavoratrici di maglie di lana o cotone, stiratrici, lavandaie, merlettaie, ricamatrici.
Il notevole sviluppo di queste attività era da ricercare proprio nella relativa facilità con cui era possibile avviarle.
Infatti il corredo di strumenti necessari era molto limitato ed era sufficiente disporre di un tavolo, di stiramaniche, di un ferro da stiro e di righe e squadre, e nelle botteghe più attrezzate, di un manichino e di una o più macchine da cucire per poter esercitare la professione.
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Sala X (La casa)La casa e la famiglia contadina
La diffusione del contratto di mezzadria corrispose anche ad un netto cambiamento del quadro paesaggistico delle campagne perché vincolava il contadino ad abitare sul podere e quindi il proprietario provvedeva a costruire un'abitazione fuori del borgo murato nel fondo stesso, perché la famiglia contadina vi dimorasse in maniera stabile in modo da dedicarsi permanentemente alla terra e su di essa soltanto versasse i suoi sudori quasi che fosse sua diretta proprietà.
Anche ad Offida la mezzadria divenne il contratto predominante per poter avviare quel rapido processo di diffusione della cerealicoltura.
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Deposito
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